venerdì 25 marzo 2011

L'Infarto

Condizione patologica caratterizzata da valori della pressione sanguigna superiori alla norma. Esistono due forme fondamentali di ipertensione: quella essenziale o primaria, di cui non sono note cause specifiche, e quella secondaria, che insorge come conseguenza di qualche altra patologia preesistente.
L'ipertensione può essere promossa da molti fattori diversi. Tra questi vi possono essere una predisposizione genetica, il sovrappeso, un eccesso di sodio o una carenza di potassio nella dieta, l'assunzione di bevande alcoliche in quantità eccessive, una vita sedentaria e stress psicologico.
Un individuo viene definito iperteso quando la sua pressione arteriosa sistolica o massima è superiore a 160 mmHg e quella diastolica o minima è superiore a 95 mmHg; questi valori, tuttavia, variano in continuazione, per cui prima di confermare una diagnosi di ipertensione la pressione deve essere misurata più volte.
La terapia viene in genere prescritta da un medico generico e può contemplare misure preventive quali lo svolgimento di una qualche attività fisica e una dieta a ridotto contenuto di grassi saturi, sale e alcol e ricca invece di potassio, calcio, magnesio e fibre; sebbene il fumo non influisca direttamente sulla pressione arteriosa, esso concorre ad aumentare il rischio di ischemia cerebrale e di infarto cardiaco.
Farmaci antipertensivi di uso comune, prescritti singolarmente o in combinazione, sono i beta-bloccanti, i calcioantagonisti, gli ACE-inibitori e alcuni diuretici.
Solo il 10% dei casi d'ipertensione è di tipo secondario o sintomatico ed è causato da malattie dei reni, da problemi ormonali o dall'assunzione regolare di farmaci quali i contraccettivi orali. Generalmente il trattamento della causa alla base di questo tipo di ipertensione dovrebbe ridurre le manifestazioni.
L'ipertensione in gravidanza è uno dei sintomi della gestosi e della preeclampsia, due condizioni che possono comportare gravi conseguenze per la madre e per il feto. Tra le misure terapeutiche vi sono la somministrazione di farmaci antipertensivi e, nei casi più gravi, l'induzione del parto prematuro.
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