mercoledì 30 marzo 2011

INTELLIGENZA EMOTIVA, SALUTE MENTALE E DISAGIO PSICHICO

La concezione di Intelligenza basata su test psicometrici del tipo QI è oggi superata dal concetto di Intelligenza Emotiva, che si esprime come meta-abilità, ossia come capacità di servirsi di altre capacità superiori attraverso la gestione dell'esperienza emotiva. Tale abilità complessa funziona ottimizzando la circolazione emotiva ed è centrale nel quotidiano processo di adattamento che è alla base del benessere e del successo, nonché di una sana vita psichica .
Intelligenza, adattamento e salute mentale
Sono stati elaborati diversi test, definiti psicometrici, per valutare l'intelligenza umana. Essi prevedono una serie di prove il cui grado di difficoltà è in relazione all'età del soggetto.
Viene calcolato il QI del soggetto, ottenuto dal rapporto tra l'età mentale (EM ), valutata sulla base del numero di prove superate, ovvero l'età equivalente a quella dei soggetti normali di cui la persona ha eguagliato il rendimento e l'età cronologica (EC ), cioè l'età effettiva.
IQ=EM/EC
In pratica il QI indica la posizione dell'individuo testato rispetto ai valori normativi degli individui della sua popolazione della stessa età. Essi prevedono per ogni età un certo risultato che viene quantificato in base ai risultati medi ottenuti da un campione statistico estratto dalla popolazione.
Esistono diversi tipi di test: le scale di Wechsler , le matrici progressive di Raven , i labirinti di Porteus , le scale di Stanford-Binet originali o riviste da Terman e Merrill .
In effetti questa misurazione ha mostrato dei grandi limiti , già evidenziati da Jean Piaget (1947) secondo cui:
è intelligente il comportamento che tende all'adattamento.
Il concetto di adattamento viene anche utilizzato quando si effettua una diagnosi psichiatrica facendo riferimento ai criteri definiti e classificati nel DSM-IV, il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali dell'American Psychiatric Association. La diagnosi psicologica, oltre che a chiarire la presenza di disturbi mentali, ad individuare le risorse su cui impostare un lavoro di sostegno psicologico o l'invio psicoterapeutico, viene mirata anche a chiarire se sono presenti difficoltà di vita (es. malattie, esperienze traumatiche, lutti, ecc…) che possono mettere a dura prova la salute mentale.
L'adattamento è il criterio fondamentale quando si valuta lo stato di salute mentale, che peraltro non può essere scissa dalla salute fisica e dal benessere sociale. Corpo, mente e relazione sono infatti i tre ingredienti del benessere e su ciò non rimangono dubbi se proviamo a riflettere sui motivi (psicologici, fisici e relazionali) per cui siamo soliti affermare di star bene o di star male, così come se si pensa al modo in cui un handicap fisico o una malattia possano coinvolgere il benessere psicologico e limitare le relazioni sociali.
Ne consegue che la salute mentale è il prodotto dell'interazione tra almeno 3 ordini di fattori: psichici, fisici e sociali.

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venerdì 25 marzo 2011

L'Infarto

Condizione patologica caratterizzata da valori della pressione sanguigna superiori alla norma. Esistono due forme fondamentali di ipertensione: quella essenziale o primaria, di cui non sono note cause specifiche, e quella secondaria, che insorge come conseguenza di qualche altra patologia preesistente.
L'ipertensione può essere promossa da molti fattori diversi. Tra questi vi possono essere una predisposizione genetica, il sovrappeso, un eccesso di sodio o una carenza di potassio nella dieta, l'assunzione di bevande alcoliche in quantità eccessive, una vita sedentaria e stress psicologico.
Un individuo viene definito iperteso quando la sua pressione arteriosa sistolica o massima è superiore a 160 mmHg e quella diastolica o minima è superiore a 95 mmHg; questi valori, tuttavia, variano in continuazione, per cui prima di confermare una diagnosi di ipertensione la pressione deve essere misurata più volte.
La terapia viene in genere prescritta da un medico generico e può contemplare misure preventive quali lo svolgimento di una qualche attività fisica e una dieta a ridotto contenuto di grassi saturi, sale e alcol e ricca invece di potassio, calcio, magnesio e fibre; sebbene il fumo non influisca direttamente sulla pressione arteriosa, esso concorre ad aumentare il rischio di ischemia cerebrale e di infarto cardiaco.
Farmaci antipertensivi di uso comune, prescritti singolarmente o in combinazione, sono i beta-bloccanti, i calcioantagonisti, gli ACE-inibitori e alcuni diuretici.
Solo il 10% dei casi d'ipertensione è di tipo secondario o sintomatico ed è causato da malattie dei reni, da problemi ormonali o dall'assunzione regolare di farmaci quali i contraccettivi orali. Generalmente il trattamento della causa alla base di questo tipo di ipertensione dovrebbe ridurre le manifestazioni.
L'ipertensione in gravidanza è uno dei sintomi della gestosi e della preeclampsia, due condizioni che possono comportare gravi conseguenze per la madre e per il feto. Tra le misure terapeutiche vi sono la somministrazione di farmaci antipertensivi e, nei casi più gravi, l'induzione del parto prematuro.
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martedì 22 marzo 2011

Come alleviare i sintomi del raffreddore e del catarro.

La malattia nota come raffreddore comune è costituita in realtà da un gruppo di disturbi minori causati da circa 200 differenti virus. Normalmente, un raffreddore comune (o «di testa») rimane confinato al naso e alla gola, ma questi virus possono infettare anche la laringe (provocando laringite) e i polmoni (causando bronchite). Le infezioni virali, talvolta, preparano la strada a più gravi infezioni batteriche della gola, delle orecchie, o dei polmoni. Tutti prendiamo il raffreddore, e facilmente il primo raffreddore sopraggiunge durante il primo anno di vita. Per i primi due anni la maggioranza dei bambini è estremamente suscettibile alle infezioni virali del naso; quindi essi diventano gradualmente immuni a molti dei virus comuni nel loro ambiente. La frequenza degli attacchi aumenta ancora durante i primi anni di scuola perché il nuovo ambiente contiene tipi nuovi di virus. Invecchiando, si acquista una maggiore immunità e si prendono meno raffreddori e meno gravi .

Quali sono i sintomi?
Fino a un certo punto i sintomi dipendono dal virus responsabile del raffreddore. I sintomi maggiori di solito comprendono uno o più dei seguenti: starnuti, occhi lacrimosi, mal di gola, raucedine, tosse, e, soprattutto, naso che cola. Lo scolo dal naso all'inizio è piuttosto acquoso, poi diviene denso e di colore verdastro. Si può anche avere cefalea e lieve febbre; questo rialzo della temperatura può provocare brividi e una sensazione di freddo. Una temperatura molto elevata accompagnata da dolori in tutto il corpo, è riscontrabile con più facilità tra i sintomi dell''influenza .

Quanto è frequente il problema?
Tutti soffrono occasionalmente di raffreddore  forse uno o due all'anno  nel corso della vita, ma nessuno sa con certezza in che modo lo si prenda. Una importante via di contagio sembra essere la normale stretta di mano, ma i virus vengono anche diffusi nell'aria che respiriamo attraverso la tosse e lo starnuto. I raffreddori si verificano molto meno frequentemente nelle comunità isolate, dove ognuno diviene presto immune ai virus in circolazione; una recrudescenza improvvisa è solita seguire l'arrivo di estranei. Oltre al fatto che i virus responsabili del raffreddore sono molto diversi, i virus stessi cambiano continuamente e si moltiplicano, di modo che nuove specie contro le quali non ci si è immunizzati compaiono costantemente.

Quali sono i rischi?
Un normale raffreddore spesso guarisce in tre o quattro giorni; anche se è accompagnato da un'infezione batterica, un raffreddore di testa non dovrebbe durare più di una settimana. Ma poiché le vie respiratorie sono costituite da una serie di spazi collegati fra loro, l'infezione può propagarsi all'orecchio medio, ai seni paranasali, alla laringe (l'organo della fonazione), alla trachea e ai polmoni.

Che cosa fare?
Restate a casa e, se possibile, in isolamento. Questo soprattutto nell'interesse delle altre persone. Consultate il medico solo se il raffreddore dura più di dieci giorni, o se l'infezione si è propagata oltre il naso e la gola, o se si è soggetti a bronchite o a infezioni dell'orecchio.

Qual è il trattamento?
Auto-aiuto: Non vi è modo per curare un comune raffreddore, ma vi sono alcune misure che si possono prendere per alleviare i sintomi. Rimanete in casa, in una stanza calda (ma non surriscaldata), e inumidite l'atmosfera con un umidificatore; il vapore proveniente da una bacinella di acqua calda servirà allo scopo. Assumete molti liquidi, preferibilmente succhi di frutta.

«Catarro» è un termine vago, non scientifico, per significare cose diverse in persone diverse, ma praticamente tutti coloro che ne soffrono sentono il naso ostruito, e di quando in quando ne cola del liquido, che può essere limpido e acquoso, ma più spesso è denso e opaco. Ciò crea disagio e respirare diventa difficile. Durante la notte, la narice del lato su cui il paziente dorme si ostruisce e disturbail sonno, oppure un po' di muco finisce nella gola, provocando un accesso di tosse. A seconda della causa che l'ha provocata, questa condizione può persistere per settimane, o migliorare e scomparire in pochi giorni. Le cause più comuni di catarro sono le infezioni virali, come per esempio un raffreddore comune. I bambini durante i primi anni di scuola, quando si trovano esposti per la prima volta a numerosi virus, sono particolarmente soggetti agli attacchi di catarro. Intorno agli otto anni, la maggior parte acquista una maggiore resistenza a tali infezioni.Altre condizioni che possono causare catarro comprendono la rinite allergica, i polipi nasali , e qualsiasi malformazione delle cavità nasali. Quando la condizione sottostante viene risolta, il catarro cessa.Il catarro può insorgere a causa di un'irritazione locale provocata dalla polvere, da un'atmosfera troppo secca, da gas o olii combustibili o da sostanze chimiche presenti nell'aria. Anche alcuni tarmaci possono stimolare un'eccessiva produzione di muco.

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mercoledì 16 marzo 2011

Le vaginiti

Le infezioni della vagina sono un motivo frequente di visita ginecologica: un terzo delle donne presenta prima o poi nella vita i fastidi di una vaginite
Le cause delle vaginiti sono molteplici: batteri, funghi (ad es. la candida albicans), protozoi (ad es. il tricomonas vaginalis) e virus. Agenti infettivi trasmessi anche, ma non esclusivamente, attraverso rapporti sessuali. Lo sviluppo delle infezioni vaginali, inoltre, è favorito da alterazioni della normale microflora vaginale, composta di batteri (lattobacilli di Doderlein) che mantengono un ambiente leggermente acido (pH=3,5-4,5), in grado di evitare lo sviluppo di microrganismi potenzialmente dannosi.

I sintomi più comuni delle infezioni vaginali sono le perdite vaginali (leucorrea) biancastre, grigiastre o verdastre, spesso maleodoranti; il prurito e il bruciore sia a livello vaginale che vulvare; il dolore durante i rapporti sessuali (dispareunia) e la difficoltà a urinare (disuria).
La presenza di sintomi di infezione vaginale va segnalata al ginecologo che consiglierà l’esecuzione di alcuni esami, come ad es. un tampone vaginale, al fine di individuare la causa e di instaurare il trattamento più idoneo.

Alcune semplici precauzioni, comunque, aiutano a prevenire tali infezioni.
Una misura efficace è la corretta igiene intima: è opportuno impiegare detergenti o saponi a pH acido, limitandone l’uso a non più di due volte al giorno, per evitare di alterare la microflora lattobacillare della vagina. Per lavaggi più frequenti si può utilizzare solo acqua corrente. Praticare correttamente il nettoyage: il lavaggio deve procedere dall’avanti all’indietro, per evitare la diffusione dei batteri dal retto alla vagina.

Evitare di indossare biancheria intima aderente e sintetica (nella scelta di slip, body o collant preferire il cotone) che può trattenere umidità e creare un ambiente favorevole allo sviluppo di infezioni.
Limitare l’assunzione di carboidrati (pane, patate, carote) e incrementare quella di fibre alimentari: la stipsi spesso si associa a infezioni vaginali. Inserire yogurt e fermenti lattici nell’alimentazione quotidiana.

Anche il partner, meglio se fisso, deve adottare le consuete misure di igiene intima. In caso di infezione vaginale è consigliabile astenersi dai rapporti o utilizzare il profilattico fino alla guarigione. Ma soprattutto è necessario che anche il partner esegua eventuali terapie prescritte dal ginecologo. A questo proposito anche la donna dovrà seguire scrupolosamente le modalità terapeutiche indicate dal ginecologo: no alla self-therapy