lunedì 20 dicembre 2010

Infermieristica legale e forense

L’infermieristica legale e forense è una disciplina in fase di sviluppo che ha come scopo l'accertamento dei fatti penalmente perseguibili scaturiti da procedure infermieristiche attuate con imprudenza, imperizia o inosservanza di leggi e regolamenti. Tali accertamenti sono volti soprattutto a determinare il nesso di causalità all'interno dell'azione, necessario per mettere in relazione la condotta dell'indagato con l'evento. I campi elettivi dell'infermiere legale e forense sono inoltre:
  • l'ambito legale, nelle sale settorie in collaborazione col Medico Legale;
  • la gestione del rischio clinico, per le competenze specifiche, per la stesura di progetti e la consulenza nella progettazione di cartelle infermieristiche;
  • l'assistenza e gestione delle vittime di strupri o violenze sessuali, analogamente a quanto succede, ad esempio, nei paesi anglosassoni dove la vittima viene seguita nel suo percorso psicologico, psichiatrico, ostetrico, peritale e giudiziale dall'infermiere responsabile dell'equipe;
  • l'assistenza e gestione dei minori vittime di abusi;
  • l'assistenza e gestione delle dipendenze da alcool, droghe e farmaci, in collaborazione con i medici ed i servizi istituzionalmente preposti;
  • l'assistenza legale e sindacale ai colleghi, in collaborazione con Avvocati, Associazioni, Sindacati;
  • l'educazione ed informazione sanitaria, con particolare riferimento al mondo della scuola ed alla prevenzione delle droghe d'abuso.
I fini dell'AILF sono:
  • rappresentare i colleghi nelle sedi istituzionali, in modo che questa figura venga riconosciuta e valorizzata nella legislazione e nei contratti collettivi;
  • far riconoscere nei tribunali la figura dell'infermiere forense, con un albo CTU specifico;
  • dare sostegno agli studenti ed a coloro che sono interessati al campo infermieristico forense;
  • offrire consulenza tecnica in ambito legale e forense ai colleghi;
  • promuovere e specializzare la figura dell'infermiere forense in ambito violenze sessuali, figura presente in tutto il mondo come unico professionista responsabile della gestione delle vittime e della raccolta, preparazione e conservazione delle prove;
  • riunire i professionisti specializzati in questa nuova branca dell'infermieristica in Italia per lo scambio di idee, progetti, esperienze e la crescita professionale;
  • favorire l'accesso ad un vasto archivio di materiale, anche proveniente dall’estero, in particolare dai paesi anglosassoni.

venerdì 17 dicembre 2010

Infermiere del Comparto Sanitario della Polizia di Stato

È l'infermiere che opera nel Servizio Sanitario della Polizia di Stato, il Ruolo di appartenenza è quello Tecnico-Scientifico, ed è inserito nel Profilo Professionale dei Revisori Tecnici Infermieri, che comprende tre qualifiche: Vice Revisore, Revisore e Revisore Capo. L'infermiere della P. di S., esercita la professione presso gli Uffici Sanitari Provinciali delle Questure, presso gli Uffici Sanitari degl'Istituti d'Istruzione della P. di S,presso gli Uffici Sanitari dei Reparti Mobili e presso i Centri Sanitari Polifunzionali. Si occupa principalmente dell'assistenza, della prevenzione, della formazione ed informazione dei dipendenti della P. di S. Inoltre esplica la sua attività anche in occasione di Assistenza sanitaria a personalità italiane e straniere ed in altre condizioni di carattere riservato, in caso di calamità naturali, in occasione di eventi di Ordine e Sicurezza Pubblica. Riveste le qualifiche di Ufficiale di Polizia Giudiziaria ed Agente di Pubblica Sicurezza. È inquadrato ne 6º livello retributivo ed è equiparato al Grado di Brigadiere del Corpo dei Carabinieri e/o Finanza, o al Grado di Sergente dell'esercito.

Igiene Dentale

L’igiene dentale è la branca dell’odontoiatria che si occupa della prevenzione di tutte le patologie del cavo orale mediante terapie e trattamenti quali: sbiancamento, detartrasi, diagnosi di igiene dentale, prescrizione di collutori, fluoro e presidi di igiene domiciliare e tanto altro. È praticata dall’odontoiatra o dall’igienista dentale. L’igienista dentale, laureato in Igiene Dentale, esercita la sua professione su indicazione dell’odontoiatra e senza l’obbligo di presenza dello stesso.
Allo stato attuale delle conoscenze scientifiche ogni persona, anche con un’elevata salute del cavo orale, dovrebbe fare richiami di igiene dentale almeno ogni 6 mesi.

mercoledì 15 dicembre 2010

NEI PROSSIMI ANNI LA RICHIESTA DI MEDICI IN ITALIA E DI OLTRE 100.000 UNITA’


Italia, emergenza medici
In pensione quattro su 10
In 115 mila lasceranno
la professione nei prossimi quindici anni
MARCO ACCOSSATO
TORINO
L’ Italia, come la Gran Bretagna, la Germania e la Danimarca, rischia di doversi affidare entro i prossimi quindici anni ai medici di importazione. «Tra il 2020 e il 2025 andranno in pensione 115 mila dottori che oggi hanno fra i 51 e i 59 anni», annuncia il presidente della Federazione degli Ordini dei medici, Amedeo Bianco. Una spada di Damocle sulla Sanità: significa 38 medici su cento in meno in tutto il nostro Paese, nessuna regione esclusa. Più che in ospedale, l’emergenza sarà sul territorio, se le Università non accoglieranno da subito un maggior numero di specializzandi, cancellando o almeno rivedendo il numero chiuso. Ma anche negli ospedali pubblici – dove già oggi i ricorre spesso ai gettonisti – le prospettive sono allarmanti.
Più pensioni che lauree. A lasciare il camice bianco sarà il 62 per cento del medici di famiglia e il 58 per cento dei pediatri di libera scelta. Alta – il 48 per cento – anche la proporzione dei dipendenti del servizio sanitario nazionale che potrebbero andarsene senza essere rimpiazzati. In pensione anche il 55 per cento degli specialisti convenzionati interni.
Nel Paese dove la vocazione non manca e dove ogni anno si reinfiammano le polemiche sullo sbarramento alle Facoltà, il «tetto» che limita il numero di iscritti è a questo punto «una selezione eccessiva, inaccettabile». Qualcosa si sta già muovendo: «Da un lato – spiega il presidente Bianco – per far fronte a questa emergenza formativa si è ottenuto un aumento del 10 per cento dei posti ai corsi di laurea in medicina», ma dall’altro «riteniamo ormai improrogabile lavorare sulla formazione per avere un medico di qualità, capace di rispondere ai bisogni e alle esigenze della società». I medici del futuro, oltre ad esserci, «dovranno studiare e avere un bagaglio di conoscenze sull’etica, la bioetica, l’antropologia e la sociologia». E dovranno essere «multiculturali, cioè capire le diverse conoscenze e culture dei pazienti stranieri, che sono sempre più numerosi sul nostro territorio».







martedì 14 dicembre 2010

Tumori Da Cuba un prodotto che vanta effetti curativi

S’ aggira su Internet l’ anti-cancro dello scorpione
Si fa strada un nuovo caso Di Bella?
Scarse prove Il produttore riferisce di sperimentazioni, ma nessuno studio è stato fino ad ora pubblicato
«Alle dieci del mattino, prima di me (ero l’ unico italiano), almeno in quindici, messicani, argentini, spagnoli, avevano già consegnato il passaporto in portineria. Normali controlli di sicurezza. Dietro, un’ altra quindicina di persone». Ventotto marzo 2007, Sauro Giorgi è a Cuba, alla Labiofam, un’ azienda di L’ Avana che produce un farmaco anti-cancro: l’ Escozul. Il farmaco, un estratto di veleno di scorpione, è per la moglie, malata di una rara forma di tumore cerebrale, già bombardata da radio e chemioterapie. «Avevo scoperto questa cura in rete – racconta Giorgi; – ho chiesto ad alcuni amici cubani, sono andato due volte a L’ Avana riportando in Italia il farmaco. Non l’ ho pagato: me lo hanno dato gratuitamente. Mia moglie lo prendeva al dosaggio massimo, quando ha cominciato la terapia è stata meglio, forse anche per un effetto placebo. Dopo mesi è morta per un’ encefalopatia da radiazioni, ma libera dal cancro, come ha rivelato l’ ultima radiografia». Sembra di risentire una delle storie alla Di Bella, il medico modenese che, nel 1997, con il suo cocktail di farmaci antitumorali aveva messo sottosopra l’ Italia dei malati, degli oncologi più famosi e dei politici, ma questa volta le cose sono un pò diverse. Elena Vincis, il farmaco per il marito se l’ è procurato, attraverso un giro di telefonate e di email, direttamente dall’ azienda cubana che lo ha spedito in Italia, dopo avere analizzato la cartella clinica. «A mio marito, ammalato di un tumore ai polmoni – racconta Elena al Corriere – avevano dato 4 mesi di vita. È vissuto 17 mesi dopo aver cominciato l’ Escozul. La Tac non aveva più mostrato metastasi, ma, per colpa anche di un ritardo nel ricovero in ospedale, Pietro è morto per un ictus e una grave insufficienza respiratoria». Alla mamma di Piero Fierro, un «forista» occasionale che scrive da L’ Avana su un forum italiano (ma parlano del farmaco anche forum in lingua inglese e spagnola) è andata meglio: da qualche anno malata di cancro al seno con metastasi ossee è migliorata a vista d’ occhio, dice il figlio, con l’ Escozul ed è viva e vegeta. L’ azienda produttrice del farmaco, che sostiene di avere iniziato una fase 3 di valutazione clinica, ha un registro dei casi trattati finora (al di fuori di protocolli, solo sulla scorta della storia medica del paziente) che ammontano a parecchie migliaia: ci sono anche numerosi americani che arrivano sull’ «isola proibita» per cercare una cura. La maggior parte di questi malati soffre di tumori al seno, al polmone, al colon o al cervello. Secondo i dati raccolti, più di 25mila pazienti hanno mostrato un miglioramento in termini di remissione del tumore, aumento della sopravvivenza e riduzione del dolore. Per il 90 per cento di loro, comunque, la qualità della vita è migliorata. Più nel dettaglio. Un lavoro, che circola in rete, parla di efficacia nei tumori del retto e del colon ed è firmato da un gruppo di medici dell’ ospedale generale «Dr. Agostinho Neto» di Guantanamo (naturalmente non è pubblicato in letteratura, ma, del resto, non sarebbe facile per i cubani pubblicare su riviste anglosassoni e, comunque, la sperimentazione dovrebbe seguire i protocolli della ricerca scientifica internazionale ed essere sottoposta al vaglio di esperti riconosciuti). Ecco i nomi di alcuni medici che lo hanno firmato: Elvira Poch Mulgado, Jonas J. Formental Planas, Kenia R. Alvarez Lambert. La ricerca riporta i risultati ottenuti nel periodo che va dal 1991 al 2002 su 33 pazienti a vari stadi di malattia: 23, indipendentemente dalla gravità della situazione iniziale, rivelavano, alla fine dello studio, un buono stato di salute. La storia dell’ Escozul comincia nel 1985 quando Misael Bordier, un biologo cubano, scopre le proprietà antitumorali del veleno di scorpione azzurro, il Rophalurus junceus, (in realtà è rossiccio) che vive solo a Cuba. Il ricercatore, morto nel 2005, lo chiamò Escozul: è un liquido incolore e concentrato che va diluito prima dell’ uso, ma non è un medicinale omeopatico. La tossina pare avere molteplici effetti non del tutto chiariti. Da un lato sembra funzionare come inibitore delle proteasi (enzimi della cellula), dall’ altro ostacola la formazione della membrana cellulare e impedisce l’ angiogenesi, cioè la formazione di nuovi vasi sanguigni nel tumore. Stimola anche il sistema immunitario e ha un’ azione antinfiammatoria e antidolorifica. Al momento non si conoscono effetti collaterali. In Italia le informazioni sul farmaco sono arrivate attraverso il passa parola e il tam tam dei forum. Nessuno, nella comunità scientifica, lo conosce. «Non ne abbiamo mai sentito parlare» conferma Pierfranco Conte, direttore dell’ oncologia all’ Università di Modena. Nei siti web si dice che è in sperimentazione all’ Università di Pavia, ma Stefano Govoni, farmacologo e presidente del Comitato Etico dell’ Ospedale San Matteo, lo esclude. Da L’ Avana, invece, autorevoli esponenti dell’ oncologia fanno sapere di conoscere il farmaco, ma avvertono che le autorità cubane non ne hanno approvato l’ uso nella clinica, ma soltanto in protocolli di ricerca. E che l’ azienda sta rifacendo gli studi preclinici. Del resto se si cerca su Medline, un database di sperimentazioni mediche, si trovano decine di lavori (preliminari) sul veleno di scorpione nella cura del cancro. Tutti si raccomandano che la storia dell’ Escozul non diventi, appunto, un altro caso Di Bella, ma Internet non si ferma. E tanto vale affrontare il tema.

laurea in medicina in Romania